Rosolini: Asfalto a rate, i residenti irritati Contrada Zacco Micciò.

Rosolini Un’intera contrada in rivolta. E stavolta non basterà a sedare gli animi qualche promessa di intervento, ma occorrerà mandare ruspe e camion di asfalto.
Sul tavolo, infatti, ci sono i certificati elettorali di circa venti famiglie.
Siamo a Zacco Micció,nella zona della Cava Santa. La contrada è tra le nuove periferie più edificate. Al momento sono circa venti le famiglie che vi risiedono. E tutte sono in rivolta per il mancato asfaltamento della strada principale attorno a cui si snodano a grappolo le abitazioni.
La strada di accesso alla contrada, in realtà, è proprio in questi giorni oggetto dei lavori di uno dei sette cantieri regionali presenti in città proprio per asfaltarla. I lavori del progetto approvato alla Regione, tuttavia, prevedono che ruspe e lavori si fermino a circa un terzo della strada.
Solo cento metri dei circa trecento saranno dunque interessati dall’asfaltamento, la restante parte sarà consegnata sterrata al futuro più prossimo.
«Ci sentiamo presi in giro – rivendicano i residenti -, che significato ha pianificare in questo modo i lavori? I soldi spesi non serviranno a nulla. In inverno, infatti, il fango delle piogge invaderà anche il tratto completato, cosi come la polvere in estate. Chiediamo che la strada sia terminata in maniera completa. Altrimenti preferiamo rimanere cosi ed evitare la beffa di questi 100 metri».
L’assessore ai Lavori pubblici Carmelo Di Stefano tenta di rasserenare gli animi spiegando quali sono le difficoltà: «I cantieri regionali prevedono importi non superiori a centomila euro e l’80% deve essere destinato alla manodopera. Con questa cifra possiamo arrivare fin lì, ma non dipende dalla nostra cattiva volontà. Posso assicurare che tenterò, attraverso eventuali economie di cantiere, di trovare ulteriori risorse per avanzare con l’asfalto, per cui serve acquisto di nuovo materiale».
I residenti,tuttavia, non vogliono sentire ragioni: «Dovevano pianificare meglio prima, potevano prevedere almeno due cantieri allora. Non ci fermeremo. Se non vediamo azioni concrete ci rifiuteremo di pagare le tasse».
Santina Giannone

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