Riforma delle professioni: il clima è favorevole

Riscontro favorevolmente il clima positivo che si è instaurato – in questi due anni di lavori – in Commissione Giustizia e Attività Produttive alla Camera dei Deputati in materia di riforma delle professioni intellettuali, dove ho potuto verificare direttamente la disponibilità e la volontà da parte dei componenti, di maggioranza e di opposizione, a cooperare costruttivamente per la realizzazione della riforma nella attuale legislatura. Grazie al lavoro svolto in questi due anni, e alle audizioni tenutesi in 10 mesi, che hanno consentito ai rappresentanti di tutti i gruppi politici di comprendere le vere problematiche del mondo dei professionisti e la necessità di una riforma strutturale ed unitaria, che sia soprattutto a favore di quei giovani che, con coraggio e determinazione, scelgono di diventare liberi professionisti. Abbiamo operato anche per giungere ad una convergenza sui principi della riforma da parte del CUP (Comitato Unitario Professioni) e del PAT (Professioni Area Tecnica). Il 18 maggio 2010, infine, nel corso di una seduta congiunta delle Commissioni Giustizia ed Attività produttive, in qualità di relatore, ho depositato il nuovo testo base (DDL Siliquini), accompagnato da una formale richiesta di separazione della riforma delle professioni intellettuali (ordini e collegi) da quella delle nuove professioni emergenti (associazioni). Su questa richiesta si è votato ed ottenuto un voto favorevole allo stralcio da parte dei componenti del PdL, Lega, UdC e IdV, e negativo del PD, che ha continuato a chiedere di procedere alla riforma degli ordini insieme a quella delle associazioni (COLAP ed altre).

Questo voto favorevole alla proposta del relatore, riveste una straordinaria importanza, poiché esso comporta la separazione immediata dei due processi di riforma, in quanto –per motivi regolamentari- il voto è definitivo e non richiede ulteriori passaggi in assemblea. Ne consegue pertanto che –da settembre- l’esame delle riforme procederà separatamente e cioè la riforma delle professioni intellettuali solo in Commissione Giustizia, lavorando nel merito sul testo-base Siliquini; quella delle nuove professioni, non intellettuali, nella commissione delle Attività Produttive. In tal modo, si è posta la parola “fine” ad una confusione che perdurava da circa dieci anni, con grave danno per i professionisti e i cittadini italiani.

Alla luce di ciò mi auguro che l’impegno preso dal Ministro Alfano, la scorsa settimana, sulla riforma delle professioni si traduca in una piena collaborazione col Parlamento, ove il lavoro è già in fase avanzata. Positiva è infatti la posizione recentemente assunta dal Ministro, che –dopo alcune ipotesi precedenti che proponevano una riforma per settori (che, a mio avviso, andrà fatta solo dopo la riforma unitaria)- si è espresso a sostegno della riforma unitaria di principi, e cioè di una legge quadro snella e di pochi articoli, che stabilisca i principi “cardine“ per tutte le professioni intellettuali.

Del resto, nell’incontro che si è tenuto al Ministero della Giustizia, i rappresentanti degli ordini e dei collegi, (CUP e PAT) hanno consegnato al Ministro una proposta di riforma basata sui principi tratti proprio dal nostro testo.

Pertanto, in attesa di sviluppi da parte dell’esecutivo a settembre riprenderanno i lavori nel merito, con esame del testo base, esclusivamente in Commissione Giustizia, grazie al voto formale, trasversale e definitivo sulla separazione delle riforme.

Generazione Italia

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