Portopalo. La pesca è ridotta allo stremo, non resta che incrociare le braccia

Portopalo. Settore della pesca in stato di agitazione, tra indennità di fermo tecnico riferite all’anno scorso non ancora percepite da alcuni addetti e riduzione della percentuale di sgravio contributivo, che potrebbe passare dall’attuale 80% al 60%. Elementi che determinano grosse preoccupazioni per le imprese del settore i cui margini di guadagno sono sempre più risicati.
«Non si può accettare che vi siano ancora oggi degli armatori di pescherecci che non abbiano percepito l’indennità dell’anno scorso – afferma Lorenzo Taccone, delegato locale di Agci Pesca – mentre si sta già completando il fermo dell’anno in corso. Oltretutto, con la riduzione dello sgravio contributivo, gli operatori della pesca perderanno il 20% rispetto al passato, avendo sgravato non più l’80% ma il 60%. Si tratta di passaggi che avranno un notevole impatto nel settore ittico».
Intanto, è tornato in commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana, il disegno di legge recante interventi di sviluppo in ambito agricolo e della pesca. Il ddl, presentato dal governo Lombardo, è stato contestato dalle opposizioni durante la discussione generale avviata durante la seduta pomeridiana dell’Assemblea regionale siciliana. Si contesta l’assenza nel ddl di uniformità con la politica agricola comunitaria, l’assenza di misure e norme con le quali poter operare una riprogrammazione dei fondi dell’Unione europea non impegnati durante il governo Lombardo.
Il presidente del gruppo Forza del Sud all’Assemblea regionale siciliana, Titti Bufardeci, ha definito il provvedimento «non idoneo a risolvere i problemi dell’agricoltura e della pesca». Rimane lo stato di agitazione e mobilitazione delle marinerie siciliane indetto alcuni giorni addietro dalle principali realtà cooperativistiche del settore ittico, per i mancati interventi amministrativi e legislativi della Regione rivendicati dai pescatori siciliani.
L’agitazione vede compatte Agci-Agrital, Federcoopesca-Confcooperative, Legacoop Pesca Sicilia e Unicoop Pesca. «Nella finanziaria regionale 2012 non si prevedono per il settore ittico interventi a sostegno delle imprese di pesca e dei lavoratori – si legge in una nota congiunta -. Ancora una volta dobbiamo registrare la distrazione del governo siciliano e dell’assessore al ramo, verso il settore ittico e della piccola pesca in particolare, che conferma la carenza di informazioni sulla drammatica situazione in cui si trova oltre il 70% della marineria siciliana. L’entrata in vigore di nuove e più restrittive regole comunitarie, l’aumento vertiginoso dei costi del gasolio e delle altre materie prime, come reti e attrezzature, nonchè l’aumento dell’inquinamento dell’habitat marino hanno aumentato le difficoltà dell’intero comparto».
I pescatori siciliani rilevano anche il notevole ritardo nella spesa dei fondi comunitari Fep. A soffrire maggiormente è la piccola pesca, esclusa da tutto e presente in larga parte nell’ambito della marineria di Portopalo. A questo proposito, una nota dell’Amministrazione comunale portopalese evidenzia «l’estrema gravità della situazione del settore ittico che impone misure serie e in tempi celeri. Continueremo a portare a conoscenza delle istituzioni regionali – conclude la nota della Giunta municipale di via Lucio Tasca – le difficoltà di un settore primario per l’economia portopalese e di una parte consistente della Sicilia».
SERGIO TACCONE. LASICILIA

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