Portopalo. Albergatori sul piede di guerra per la tassa sui rifiuti urbani

Portopalo. Albergatori portopalesi sul piede di guerra per la tassa sui rifiuti. La categoria chiede l’equiparazione con le abitazioni civili. Intanto, si preparano i ricorsi in vista della scadenza dei termini per la presentazione dei ricorsi alla Commissione Tributaria Provinciale, contro il Comune di Portopalo. Nodo del contendere è l’applicazione nelle strutture ricettive del doppio della tariffa rispetto alle abitazioni. A guidare la protesta è Emilio Gregori, comproprietario di una struttura alberghiera, che richiama la risposta positiva del Garante del Contribuente per la Sicilia ad un suo quesito. L’autorità garante, richiamando la legge 212/2000, ha risposto ritenendo che non è possibile applicare agli esercizi turistico-ricettivi la tassa sui rifiuti urbani in misura diversa da quella prevista per i locali ad uso abitazione. Gregori ha richiamato anche un articolo di legge in cui si stabilisce che per applicare la Tarsu i comuni devono adottare apposito regolamento che deve contenere «la classificazione delle categorie ed eventuali sottocategorie di locali ed aree con omogenea potenzialità di rifiuti e tassabili con la stessa misura tariffaria». Gregori rimarca, inoltre, il menefreghismo di addetti del settore turistico che, nel ricoprire incarichi istituzionali a Portopalo nulla hanno fatto per il settore. A Portopalo, bar, pizzerie, ristoranti con locali di 100 metri quadrati dovranno pagare più di 500 euro l’anno, mentre alberghi e pensioni dovranno pagare 4,80 euro/mq.
SERGIO TACCONE. LASICILIA

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