Pippo Limoli risponde alle “accuse” di Raffaele Lombardo

Oggi, Lombardo dichiara che l’inchiesta su di lui nascerebbe da un esposto in procura del quale sarebbero responsabili il senatore Firrarello e il deputato regionale del Pdl Pippo Limoli. E ciò sarebbe stato annunciato, in qualche modo, in Aula, il 30 aprile scorso (nel corso del dibattito sulla Finanziaria)in un intervento dello stesso Limoli rivolto a Cracolici.
Limoli così ribatte:

“Prendo atto con vero stupore di avere un ascendente presso le procure che non credevo proprio di possedere! Non capisco a cosa si riferisca Lombardo, visto che anche il mio intervento in Aula del 30 aprile, come tutto ciò che dico e faccio, è qualcosa di risolto pibblicamente e alla luce del sole, nonché privo di quei sottintesi mincacciosi che Lombardo vi avrebbe riscontrato.
Piuttosto, c’è da dire che questa ennesima esternazione di Raffaele Lombardo è soltanto il grido di un disperato che, per nascondere le proprie nefandezze, crea polveroni con la speranza di nascondere i veri problemi che ha contribuito a far nascere.
Il grido di un uomo prigioniero della propria sindrome del complotto, più volte evocato come quando il Consiglio dei ministri sollevò il velo sul conflitto di competenze nella nomina dei dirigenti regionali, poi revocata poiché illegittima.
A suo dire, la Regione siciliana sarebbe satura di congiurati: duqnue, agricoltori, imprenditori, industriali, artigiani e tutte le categorie che ogni giorno protestano contro Lombardo e denunciano l’immobilismo e la devastazione di questa nonstra Isola fanno forse parte del complotto?”.

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