8 luglio 2011
PD. La sfida dei due Nichi, serve un nuovo campo democratico
DIRE) Roma, 6 lug. – Questo Pd, cosi’ com’e’, non va. Nicola Zingaretti e Nichi Vendola vedono nel futuro un nuovo campo per i Democratici. Ospiti di Goffredo Bettini (“il Pd e’ stato un fallimento”), che presenta il suo ultimo libro ‘Oltre i partiti’, i due Nicola si danno appuntamento al prossimo futuro. Quello in cui le forme attuali del centrosinistra saranno superate. Se Vendola usa toni consueti, una dura critica dell’esistente arriva stavolta da Zingaretti per il quale il Pd “ha mancato la sfida della costruzione di un nuovo modello di massa della politica.
Non e’ per fare il disfattista, o il distruttore- premette- ma il partito oggi e’ un arcipelago di correnti, una confederazione, all’interno del quale ci sono tanti capitribu”. L’affondo e’ contro il culto dell’Io, o meglio dei tanti ‘Io’ che convivono a largo del Nazareno, “dove si aggregano la tante fedelta’ a questo o a quello”. Del resto, spiega Zingaretti, anche i metodi della selezione politica sono funzionali a questo assetto. Altro che primarie, insomma. “Servono invece strumenti piu’ aperti e liberi che non c’entrano nulla con quello che abbiamo adesso”, dice il presidente della provincia di Roma. “I nostri metodi- dice- sono identici al porcellum”. Il riferimento del nuovo Pd deve essere quel centrosinistra “intelligente e unitario” che si e’ visto alle elezioni amministrative e ai referendum, e che “non sta a guardare se Pisapia e’ di Sel o dell’Udc”. Gli elettori chiedono unita’ e coraggio di innovare. ”Per essere all’altezza di questo compito- aggiunge Zingaretti- dobbiamo iniziare una nuova fase, con una rivoluzione profonda” che abbia come obiettivo in primo luogo “la liberazione del processo politico dall’Io, dal fatto che si fa una cosa solo se ‘se conviene a questo o quello”. Vendola ascolta convinto. Sono piu’ o meno le stesse parole che il leader di Sel usa quando bacchetta i Democratici. “Bisogna dissequestrare le decisioni sulle cose dagli stati maggiori”, inizia, spiegando che “il berlusconismo e’ stato un processo di privatizzazione della politica al quale non possiamo rispondere noi con la battaglia delle elite contro altre elite”. Ai big del Pd, che non hanno vinto amministrative e referendum, “ma hanno costruito la splendida sconfitta del 14 dicembre”, Vendola dedica parole famose: “Ci sono piu’ cose tra cielo e terra della vostre filosofie, che ora rischiano di impedire un avanzamento”. Lavoro, precarieta’, temi complessi come il ciclo dell’acqua e le risorse energetiche chiedono alla politica di organizzare il diritto di ingerenza delle persone. I partiti sono superati. “Io sono di sinistra perche’ voglio mettermi in gioco- aggiunge Vendola- ho fondato un partito, Sel, dicendo che volevo riaprire la partita, non il partito. Il mio mi serve per dire che i partiti sono inadeguati, il mio e’ un partito-provocazione”. Se la sfida di Bettini e Zingaretti e’ quella di un campo nuovo progressista “io l’accetto volentieri- dice dunque- perche’ preferisco stare in un luogo aperto e con molti amici. Questo mi aiuta a crescere”.