26 luglio 2010
Pachino Western
(Di Grazia Di Lorenzo)
Come una tranquilla domenica a Pachino ( SR) può ad un tratto diventare tempo e teatro ideale per incontri stile vecchio Far- West ?
E’ accaduto ieri mattina, Domenica 25 Luglio 2010, in pieno centro cittadino, nella centralissima Piazza Vittorio Emanuele,intorno alle ore 9:30 circa.
E’ accaduto ciò che ha tutte le sfumature di un racconto ai limiti dell’assurdo, come solo la fervida fantasia del grande Kafka ha saputo creare.
E così un signore quarantenne S.P., originario di Modica, è stato protagonista di una storia che poco decoro attribuisce alla città di Pachino e ai suoi abitanti.
Infatti il signore in oggetto ( il quale si trovava sul litorale della zona per trascorrere il wek-end con la sua famiglia), è stato assalito ed aggredito da un tizio sulla cinquantina , proprio nella piazza principale di Pachino, già gremita di gente di primo mattino.
Il movente della feroce e selvaggio attacco trova origine nel fatto che l’aggressore , retrocedendo da un posteggio di fronte la farmacia del Dott. Tafuri ( sita proprio in Piazza Vittorio Emanuele), al volante di un’autovettura Golf Wolkswagen grigio scuro metallizzato, nella più assoluta disattenzione, stava per investire la moglie del signor S.P., poi aggredito.
La stessa signora era appena uscita dalla Farmacia Tafuri, dove si era recata per un malore, e nell’apprestarsi ad attraversare la strada per raggiungere l’autovettura ed il marito( che si trovava in compagnia di alcuni loro amici), solo grazie alla prontezza dei riflessi di quest’ultimo , riusciva ad evitare un incidente disastroso a danno della sua persona.
Il sig.S.P., nell’afferrare con una mano il braccio della moglie, tirandola in salvo, contemporaneamente con l’altra mano batteva un colpetto sul lunotto posteriore dell’autovettura dell’incivile energumeno, dicendogli di stare attento, visto che non curante dei passanti continuava a retrocedere.
A questo punto il signore- se tale può chiamarsi un tizio privo di educazione ed ancor di più di buon senso- che era alla guida della Golf, arrestava repentinamente l’autovettura, scendeva urlando e dimenandosi come un matto e si avventava contro il signor S.P., percuotendolo ripetutamente e con violenza inaudita , prendendo di mira il volto e la testa di quest’ultimo.
Nel frangente una folla di astanti si stringeva attorno ai due, ma nel cercare di sedare le acque, la folla paradossalmente si schierava a favore del tale che , a quanto pare, da tutti conosciuto in paese come “ Don Currao”.
Qualcuno tra la folla sussurava che il tale ha qualche problema di salute e che pertanto andava compreso , e comunque tutti apparivano desiderosi di “coprire” le sue infide geste.
Sicuramente per paura; certamente per timore riverenziale per il “Don”. E perché no…anche per assuefazione e condivisione di uno stile di vita e di pensiero consolidato in quel di Pachino.
Questo atteggiamento veniva confermato anche dall’intervento di un vigile urbano in servizio quella mattina, il quale, non solo non rivelava la sua identità, ma espressamente negava di voler fornire la sua testimonianza, piuttosto esortando il malcapitato aggredito a tornarsene tranquillo a casa sua.
E tutto ciò mentre alla fine il Tal dei tali don Currao veniva allontanato da alcuni presenti , non desistendo tuttavia dalla sua ira immotivata, ma anzi minacciando l’aggredito ed urlando a squarciagola in dialetto” Rimmi unni stai, ca’ to fazzu virri io…”.
E questa bella scenata da “Cavalleria Rusticana” avveniva sotto gli occhi atterriti e sconvolti di tre bimbi, figli di amici del malcapitato aggredito, al quale altro non restava che farsi medicare le ferite riportate presso la locale Guardia Medica, sporgendo denuncia per quanto accadutogli.
E questo triste racconto di una calda mattina di estate ha la sua amara morale: Pachino e dintorni non sono esattamente le più tranquille mete per vacanze o residenze estive.
E’ evidente che l’amore per il prossimo è poco spiccato, mentre invece il senso del “clan” di appartenenza ha il sopravvento, a braccetto con un inesistente senso della giustizia e della legalità.
Il turista- anche quello della porta accanto- non ha valore, realtà questa che lascia nubi oscure sulla città.