Pachino. Il sindaco azzera la Giunta

Terremoto politico al comune di Pachino. Il sindaco Paolo Bonaiuto ha azzerato la giunta. Una decisione a sorpresa che rischia di innescare delle reazioni a catena che potrebbero determinare la presentazione della mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino. Dalla tarda serata di domenica, dopo un vertice di maggioranza svoltosi al Palmento Di Rudinì, erano circolate voci di strani movimenti all’interno della coalizione e di una ipotesi di mozione di sfiducia che proprio il sindaco avrebbe caldeggiato nei confronti del presidente del consiglio comunale Rabito. Con l’azzeramento dell’esecutivo cittadino, Bonaiuto mira a mettere un freno all’eccessiva litigiosità all’interno della maggioranza dove si respira un’aria da tutti contro tutti. Per altri, invece, l’azzeramento è stato deciso per fare spazio alla componente politica locale che fa riferimento al consigliere provinciale Nino Iacono. Quali le conseguenze che si aprono dopo questa decisione che va nella direzione voluta da Rinascita? Innanzitutto, il logoramento del rapporto politico tra il sindaco e il gruppo guidato dall’assessore Corrado Bufardeci. Pare infatti che l’assessorato che potrebbe cambiare destinatario, dopo l’azzeramento, possa essere quello ai lavori pubblici, fin qui assegnato a Bufardeci. Di conseguenza, mentre le fibrillazioni in maggioranza raggiungevano picchi da tsunami. Persino Patrizia Tossani, alleata della prima ora del sindaco, si è detta pronta a firmare la mozione di sfiducia contro Bonaiuto. Sulle posizioni della Tossani vi sarebbero anche Agricola, Gibilisco, Midolo, Runza, Quartarone, Luciano, Nastasi, Bruno, Buggea, Lupo e il presidente Rabito. Dodici consiglieri, uno in meno della soglia richiesta per sfiduciare il sindaco. Il circolo locale del Pd chiede a gran voce la sfiducia del sindaco. «L’azzeramento della giunta – afferma il segretario cittadino Marco Lao – è la certificazione del fallimento della sua sindacatura. Invece di pensare ad amministrare la città, il sindaco è ogni giorno impegnato in inutili e dannose alchimie politiche nella speranza vana di trovare qualche sostegno in consiglio mediante incarichi e consulenze, pagate con i soldi dei pachinesi. L’unico atto responsabile del sindaco è quello di ammettere di non avere più una maggioranza. Il suo progetto politico è fallito. Chiediamo ai consiglieri tutti di non rendersi ancora una volta corresponsabili del disfacimento politico, economico e sociale della città». Il sindaco potrebbe avere imboccato il vicolo cieco che lo porterà alla fine anticipata del suo mandato.
SERGIO TACCONE. LASICILIA

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