Pachino. Arrestato ieri il commerciante di prodotti agricoli C.T. dai carabinieri del nucleo investigativo siracusano. Da quanto riportato nel Giornale di Sicilia i presunti reati commessi dall’imprenditore agricolo pachinese risalirebbero all’ultimo ventennio, con precisione dal 1990 e sino al 2007 e riguarderebbero l’estorsione, esercizio abusivo del credito e concorrenza illecita con minaccia.
Tutto partirebbe da una denuncia presentata da un bracciante agricolo seguita da altre lamentele di piccoli produttori del comparto agricolo pachinese che lamentavano di essere vittime di un’azione di indebitamento che li portava a vendere ai creditori la propria produzione a prezzi di gran lunga inferiori a quelli di mercato.
“Stando a quanto emerge dalle indagini – riporta il giornalista de Il giornale di Sicilia, Sebastiano Diamante – C.T. avrebbe esercitato illecitamente l’attività imprenditoriale. […] le accuse che muovono gli investigatori sarebbero legate ad un rapporto di illecita dipendenza che il commerciante aveva creato con i piccoli produttori.[…]C.T. avrebbe svolto nei confronti dei piccoli coltivatori un’attività non consentita di concessione dì prestiti. Denaro che sarebbe stato utilizzato da chi ne ha usufruito per avviare le campagne di produzione ortofrutticola, ma concesso con interessi consistenti, tali da determinare pesanti e progressivi indebitamenti degli agricoltori, costretti a chiedere ulteriori garanzie economiche. Situazioni che, secondo i carabinieri, avrebbero ingenerato una sorta di sudditanza economica che avrebbe consentito a C.T.di ottenere dai fornitori l’acquisto di prodotti ortofrutticoli a prezzi irrisori. E poi c’è l’aggravante di pressioni e minacce esercitate nei confronti degli agricoltori, che avrebbero tentato di svincolarsi dalla «morsa», facendo leva sui debiti contratti”.
Insomma, uno scenario quello venuto alla luce che, in un periodo come quello che stiamo vivendo, aggravato dalla crisi congenita al settore agricolo, lascia solo intravedere il sottobosco che spesso si nasconde dietro il bisogno e la difficoltà. Non si può infine non riflettere su un sistema bancario, quello italiano, spesso assente e anche se non direttamente, moralmente co-responsabile di storie come queste.









