Noto. AL CUMO UN INCONTRO SU ACCOGLIENZA, INTEGRAZIONE E CITTADINANZA

Si terrà a Noto il 24 maggio (alle ore 15), nell’aula magnia di Palazzo Giavanti, sede del CUMO (Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale), la proiezione del documentario “Il viaggio di Adamo, storie di naufragi e accoglienza”. Un mediometraggio che tratta il tema dell’immigrazione e dell’integrazione nel Sudest della Sicilia. Prima della proiezione, sono previsti gli interventi di Carlo Parini (Gruppo interforze di contrasto dell’immigrazione clandestina della Procura di Siracusa), Fernando Cammisuli (Docente dell’Università di Catania, già sindaco del Comune di Portopalo) e Sergio Taccone (Giornalista, corrispondente del quotidiano “La Sicilia” e collaboratore del mensile “Popoli & Missione”). Silvana Scrofani leggerà alcuni brani in tema sul diritto di asilo e di cittadinanza.

Un ivoriano arrivato via mare che spera di costruirsi un futuro in Italia, un tunisino da trenta anni in Sicilia dove ha raggiunto un ottimo livello di integrazione sociale e culturale e un siciliano che riesce a conciliare lavoro e impegno nel volontariato che accoglie i migranti approdatiall’estremità sudorientale della Sicilia. Un approccio al tema immigrazione come accoglienza ed integrazione. Questo il tratto identificativo del documentario “Il viaggio di Adamo, storie di naufragi e accoglienza”, ambientato in un piccolo comune della provincia di Siracusa, Portopalo di Capo Passero, che da parecchi anni è impegnato nella prima accoglienza e soccorso dei migranti che arrivano via mare.

Il mediometraggio (regia di Guido M. Coscino e Giuliano La Franca) è stato prodotto dalla GBE di Roma e s’ispira al libro-inchiesta “Dossier Portopalo” del giornalista Sergio Taccone (vincitore nel 2009 del Premio Internazionale di Giornalismo “Maria Grazia Cutuli”), ricostruzione completa e minuziosa del naufragio del Natale ’96 a largo delle coste siciliane.

Adam (richiedente asilo ivoriano, in attesa dello status di rifugiato) è approdato alcuni mesi fa con una carretta del mare all’estremità sudorientale della Sicilia; il tunisino Ben Dafhar da oltre trent’anni vive a Portopalo ed oggi produce il pomodorino Pachino; Francesco, volontario portopalese, diversi lavori per mantenere dignitosamente la famiglia, è uno dei volontari più attivi nel primo soccorso ai migranti.

Sono questi i tre momenti de “Il viaggio di Adamo” che parte dalla tragedia del Natale 1996, una delle pagine più buie della nostra storia recente, in cui persero la vita 283 esseri umani. La rievocazione di quel naufragio è affidata a Livio Quagliata, il primo giornalista che nel gennaio del 1997 si occupò di quel naufragio, andando ad intervistare i pochi superstiti fatti sbarcare in Grecia. Alcuni pescatori di Portopalo fanno riferimento, invece, alla vicenda del ritrovamento in mare dei cadaveri di quella sciagura, diventato un marchio d’infamia per tutta la comunità portopalese che sin dal 1992 ha dimostrato una grandissima sensibilità in tema di accoglienza dei migranti.

Il documentario fa ampi riferimenti alla realtà del sudest siciliano, terra da cui passano ogni anno le storie di migliaia di persone provenienti dal Sud del mondo, “supplici” dei nostri giorni. “Abbiamo conosciuto da molto vicino la realtà portopalese e la sua strenua attività di volontariato e assistenza ai migranti – ha affermato l’editrice e produttrice Ginevra Bentivoglio, responsabile della GBE Roma – e questo documentario vuole essere non soltanto un riepilogo e una corretta definizione dei fatti avvenuti nel Natale ‘96 ma intende mettere in evidenza la realtà dell’accoglienza registrata a Portopalo, che ha rappresentato una meta obbligata – data la posizione geografica – di continui sbarchi, dove l’attività di ‘volontariato’ – nel senso puro del termine – è tra le più efficienti in Europa, con 400 volontari su poco più di tremila abitanti, certificata persino da ispezioni di funzionari dell’ONU. La triste vicenda, ormai divenuta Storia, del naufragio di Natale, ha lasciato spiacevoli ombre e mi è sembrato importante, se non necessario, – ha aggiunto Ginevra Bentivoglio – spostare i riflettori sulle storie positive che, grazie all’impegno e alla dedizione dimostrata da numerosi abitanti portopalesi in occasione degli sbarchi, diventano importanti storie positive della società italiana”.

La sceneggiatura e il soggetto del documentario è del giornalista e storico Matteo Liberti (direttore di Instoria) mentre a Sergio Taccone è stata affidata la supervisione giornalistica dei fatti trattati nel documentario che l’anno scorso, dopo l’anteprima a Portopalo davanti ad una piazza gremita di gente, è stato presentato nell’ambito della rassegna nazionale “Clandestino Day” svoltasi a Roma.

Ufficio Stampa GBE

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