“Mare Forza 7” di Michele Giardina. Recensione dello storico prof. Luigi Rogasi

La lettura del nuovo libro di Michele Giardina ci scuote ma non ci sorprende: perché il suo stile stringato – che già noi ben conosciamo – ci invita alla lettura, permettendoci di seguire passo passo vicende che lasciano, purtroppo, molto amaro in bocca.

Su tutta l’opera domina un filo conduttore che porta subito al nocciolo: e qui, Michele Giardina, è maestro, perché vi si sofferma con la meticolosità dello studioso che cerca di assemblare le vicende giudiziarie che hanno sconvolto la vita del paese al quale, noi tutti, siamo fortemente legati: motivo per cui l’autore vi si sofferma con interesse, cercando di capirne logicamente di più. Perché le famiglie bollate da interventi giudiziari sono molte: la loro vita era infatti totalmente cambiata perché vi si respirava ancora un’aria avvelenata da accuse infamanti, poi scioltesi come neve al sole. Il problema era l’ondata di accuse che coinvolgeva tanti nostri concittadini impegnati a dimostrare la loro estraneità a fatti che addirittura essi ignoravano. Chi scrive, residente da molti anni a Firenze, apprendeva dagli amici quanto avveniva a Pozzallo, dove tanti nostri concittadini erano costretti a dimostrare la loro innocenza: e non era facile respingere accuse nelle quali non c’entravano per niente. Le difficoltà erano tali e tante da trasformarsi in un dramma con mille conseguenze. Famiglie sconvolte da una tempesta che si cercava di placare, mettendo verità su verità, in uno stato d’animo che ne logorava la vita.

Quante? A dir poco tante: vi fu una stroncatura che per gli interessati si trasformava in dolore d’immani proporzioni: perché molte personalità della politica ( a tutti i livelli) furono costrette a difendersi da accuse inimmaginabili che arrivavano quasi con scadenze ritmate.

Ne ricorderemo uno per tutti: l’onorevole Amodeo ( Natalino per gli amici), che aveva saputo reagire con la rabbia di chi ha saputo affrontare i momenti difficili sfoderando una vita battagliera che gli dava conforto e coraggio. Ed assieme a lui, deputato al Parlamento, ce n’erano tanti altri che cercavano di uscire da una bufera che stava sconvolgendo il mio paese. Ci furono persone costrette ad abbandonare chissà con quanta sofferenza, la loro città, cercando di trovare altrove la pace smarrita.

Per dimenticare: ma non era facile ambientarsi fuori dal paese amato. Significava dare l’addio alla città del cuore ed ai luoghi dell’infanzia: perché la vita, purtroppo, riserva spesso delle sorprese: fortunatamente, la speranza, in genere, aiuta ad affrontare i momenti difficili. Pur in mezzo a queste situazioni catastrofiche, l’autore ha avuto il buon senso di alleggerirne il peso con altre scene, aperte al sorriso e, quindi, alla speranza: come i turbamenti di ‘mba Vanni o la “prima notte” di nozze di Rosa, che ci portano a sorridere dopo tante amarezze. Perché il libro di Michele Giardina aiuta a capire la vita e a viverla: nelle pagine di “Mare Forza 7” nonostante la forza delle onde, Michele ci conforta infatti con gli ultimi sette righi che ci regala alle pagine 137 e 138. “Il mondo gira così. Gioia e dolore. Disperazione e speranza. Sogni e realtà. Vita e morte in uno sconvolgente tourbillon di passioni, sentimenti, drammi umani, denigrazioni, ingiurie, offese, apoteosi, celebrazioni etc. E poi, ancora temporali, tempeste, burrasche, incendi, terremoti, il cielo, la terra, il mare, l’infinito.

Luigi Rogasi

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