10 novembre 2011
MAGGIO (CGIL), IN UN ANNO 20 MILIARDI DI EVASIONE FISCALE IN SICILIA
MAGGIO (CGIL), IN UN ANNO 20 MILIARDI DI EVASIONE FISCALE IN SICILIA,LAVORATORI E PENSIONATI SONO TARTASSATI MA RICEVONO BEN POCO IN TERMINI DI SERVIZI.
Palermo, 9 nov- L’imponibile dichiarato dai quasi 3 milioni di contribuenti siciliani, secondo gli ultimi dati disponibili, ammonta a 42,6 miliardi di euro a fronte di 62 miliardi di consumi registrati nello stesso periodo. “Stimiamo dunque 20 miliardi di evasione fiscale in un anno- ha detto la segretaria generale della Cgil Sicilia, Mariella Maggio, durante un dibattito sull’evasione fiscale nell’ambito delle Giornate dell’economia del Mezzogiorno- e’ pero’ anche vero il fatto che l’isola sconta la pressione fiscale relativa piu’ alta d’Italia, cioe’ a parita’ di tasse i siciliani ricevono meno in termini di servizi, e grandi sperequazioni nella distribuzione del reddito, anche a causa di un sistema fiscale ingiusto”. Secondo l’analisi della Cgil, “l’evasione fiscale in Sicilia e’ la sommatoria di piccoli importi, una sorta di evasione ‘per sopravvivenza’- spiega la segretaria della Cgil- contrariamente a quella del Nord che e’ un’evasione organizzata finalizzata all’accumulazione di ricchezza e che sottrae alle casse dello Stato importi ben piu’ elevati di quelli della Sicilia”. “Consideriamo la battaglia per la legalita’ a tutti i livelli – ha sottolineato- una priorita’ in un paese dove si stimano 150 miliardi l’anno, il 10% del pil, di proventi da economia sommersa”. Quanto alla distribuzione del reddito “e’ l’indice di Gini- ha osservato la sindacalista- a dimostrarci che la ricchezza e’ concentrata in poche mani”. Per Maggio “e’ dunque fondamertale una battaglia su piu’ fronti. Certamente- ha sostenuto- la lotta all’evasione fiscale su tutto il territorio nazionale puo’ contribuire al risanamento dei conti pubblici e alla ripresa degli investimenti. Su fronte della redistribuzione del reddito diventa pero’ fondamentale una riforma fiscale che corregga le attuali distorsioni, alleggerendo i redditi bassi e medi di lavoratori e pensionati e introducendo invece una tassazione sulle grandi ricchezze, sulle rendite e sulle transazioni finanziarie. Riteniamo profondamente sbagliati, anche per il messaggio negativo che danno sul fronte della legalita’, i condoni- ha sottolineato la segretaria della Cgil- ma anche misure di appesantimento dell’Iva, che deprimono i consumi”. In tema di pressione fiscale relativa, Maggio ha detto che “in Sicilia, regione ad alto tasso di disoccupazione, con redditi da lavoro e da pensione piu’ bassi che altrove, la battaglia per servizi piu’ efficienti, per un welfare inclusivo, diventa oltre che fatto di civilta’ un modo per supportare il reddito di lavoratori e pensionati”. “”Servono dunque politiche sociali diverse, una diversa politica fiscale e politiche del lavoro, anche da parte del governo regionale – ha concluso- che portino a una redistribuzione del reddito e ad alleggerire l’attuale situazione critica che sta pesando non poco sui lavoratori, sui pensionati, sui giovani siciliani”