28 luglio 2010
LOVE PARADE, RIENTRATA LA SALMA DI GIULIA -VIDEO
L’aereo con la salma di Giulia Minola, la ventunenne bresciana morta alla Love Parade di Duisburg, è atterrato alle 14 all’aeroporto di Milano Malpensa. Un carro funebre ha prelevato la bara nell’area cargo, lontano da sguardi indiscreti. Nessun parente è stato visto a Malpensa, dove il corpo di Giulia ha fatto rientro a bordo di un volo di linea Lufthansa. Presenti appena tre giornalisti, un cameraman ed un fotografo, che hanno potuto scorgere il carro funebre lasciare l’aeroporto in direzione di Brescia. LA VENTUNESIMA VITTIMA Una tedesca di 25 anni è morta per le ferite riportate durante la Love Parade di sabato a Duisburg, nella Germania occidentale, portando a 21 morti il bilancio delle vittime della spaventosa calca. Lo ha reso noto oggi il portavoce della procura di Duisburg, Rolf Haverkamp. I FUNERALI PER GIULIA I funerali di Giulia Minola, la ragazza di 21 anni morta alla Love Parade di Duisburg, sono previsti per venerdì 30 luglio alle 15.30. Lo ha reso noto la famiglia che ha anche detto che la salma della giovane dovrebbe essere trasferita in Italia giovedì 29 luglio. La camera ardente verrà allestita presso la poliambulanza di Brescia o presso il cimitero Vantiniano di Brescia, mentre i funerali dovrebbero essere celebrati nel Duomo vecchio. Sono comunque ancora in fase di definizione le procedure per il rientro della salma. La famiglia, infine, non ha reso noto se intende partire o meno per la Germania. L’incarico di riportare la salma in Italia è stato affidato a un’agenzia di pompe funebri di Brescia. TESTE: “SEMBRAVA LA FINE DEL MONDO” «Sembrava la fine del mondo, siamo vivi per miracolo»: inizia così il racconto di Sarino Conti, un agrigentino sopravvissuto alla ressa della Love Parade di Duisburg che ha causato 19 morti. «Sono andato per curiosità, con mio fratello più grande e mio nipote. Non c’era parcheggio, quindi ci siamo incamminati verso il tunnel di accesso. Lungo la strada – ricorda Sarino, 36 anni padre di due figli – c’era un casino di bottiglie, lattine, gente che orinava sui muri o vomitava. Sembrava la fine del mondo. Si capiva che sarebbe andata a finire male». Sarino arriva a pochi metri dal luogo dove si verificherà la tragedia, tra il container e la scala verso il cavalcavia bloccata dagli agenti. «Ad un tratto la pressione della folla è diventata insostenibile. Non capivo, sembravano ubriachi, drogati.. si spingevano, ma non percepivano il pericolo. Alcuni cadevano per terra. La folla premeva, premeva, non potevamo neppure alzare le braccia, i polmoni erano compressi. Quelli a terra venivano calpestati, non potevano evitarlo». Sarino a quel punto si rende conto del pericolo: già nella Love Parade di Essen del 2007 si era trovato in una situazione simile, schiacciato contro un muro, «quella volta abbiamo visto la morte in faccia». «Ci siamo presi per mano e siamo tornati indietro facendoci largo tra la folla, che continuava ad avanzare, nonostante la polizia dicesse di arretrare. Mentre ci allontanavamo dalla zona delle scalette, un gruppo di italiani spingeva, ‘dai dai, sbrighiamocì dicevano. Andavano verso una trappola mortale. Noi siamo vivi per miracolo». DISSEQUESTRATA LA SALMA DI GIULIA La salma di Giulia Minola, la ragazza bresciana di 21 anni morta alla Love Parade, sarebbe stata dissequestrata. A renderlo noto è stata un’amica di famiglia, uscita stamani dall’abitazione di via Luca Marenzio, dove la ragazza abitava. Il dissequestro sarebbe stato disposto dalle autorità giudiziarie tedesche dopo il riconoscimento del corpo, avvenuto in quanto la ragazza aveva con sè i documenti. In queste ore la famiglia sta organizzando il viaggio in Germania per riportare la salma in Italia. IRINA TORNA A CASA Irina Di Vincenzo, la ragazza di Torino rimasta ferita a Duisburg, si è fermata la notte scorsa a Milano nella casa che divideva con l’amica e compagna di studi al Politecnico del capoluogo lombardo, Giulia Minola, la ventunenne di Brescia morta nella calca di Duisburg. Il tempo di prendere le sue cose e di piangere ancora di fronte ai ricordi dell’amica che era partita con lei, prima di riprendere con i suoi familiari il viaggio per Grugliasco. STAMPA TEDESCA: «AUTORIZZAZIONE ERA PER 250.000 PERSONE» La Love Parade di Duisburg, dove sabato 19 persone sono morte nella calca e oltre 500 sono rimaste ferite, avrebbero dovuto essere limitata a 250.000 persone, secondo il tipo di autorizzazioni concesse dalle autorità agli organizzatori, mentre l’evento si è poi trasformato in un megaraduno con circa 1,4 milioni di partecipanti. Lo afferma l’edizione online del settimanale Der Spiegel che fa riferimento a documenti ufficiali. Dal canto suo il quotidiano di Colonia ‘Kolner Stadt-Anzeiger’ afferma che il sindaco di Duisburg era già nell’ottobre 2009 stato avvertito che il luogo individuato per la Love Parade era troppo piccolo per un evento del genere. LA NONNA DELLA VITTIMA «Era felice di partire, ora siamo distrutti e resta solo l’angoscia». Così nonna Luigia, quasi novantenne, ricorda la nipote, Giulia Minola, 21 anni, morta a Duisburg, in Germania, durante la ‘Love Paradè. Un viaggio per festeggiare la fine degli esami universitari che si è trasformato in un addio. «Mi ha salutato la sera prima di partire. Doveva andare in Olanda con l’amica Irina, ed è solo un caso se si è fermata a Duisburg», racconta con la voce affranta. Un festival di musica techno da non perdere per lei, studentessa del Politecnico di Milano, «con la passione per la musica». Ora, però, nella casa di famiglia nel centro storico di Brescia restano solo dolore e lacrime. La mamma di Giulia, la sorella e i parenti restano stretti tra le quattro mura di quel palazzo antico a due piani. Persiane chiuse, portone sbarrato, mentre il via vai di conoscenti incredulo ripete che «Giulia era una brava ragazza». Ancora troppo presto per capire quando verranno celebrati i funerali della giovane. «Siamo in contatto col Consolato -spiega- per sapere quando sarà possibile portare il feretro in Italia o se sarà necessario andare in Germania per il riconoscimento». Su Facebook, invece, gli amici lasciano messaggi di addio e di incredulità per l’amica morta. LA TRAGEDIA Quella che avrebbe dovuto essere la più grande festa al mondo di musica ‘technò si è trasformata in una immane tragedia: 19 persone sono morte alla Love Parade ieri a Duisburg (Nord Reno Vestfalia) e altre 342 persone sono rimaste ferite, secondo un bilancio provvisorio della polizia. Fra i morti anche una ragazza di 21 anni di Brescia, Giulia Minola, che studiava moda e design a Milano. Con lei è rimasta lievemente ferita anche un’amica torinese, la cui identità non è nota. Sui nomi regna silenzio assoluto da parte delle autorità tedesche. Per chi vuole informazioni è stato istituito, per la Germania, un numero verde (94000): vige la regola ferrea che i primi, e al momento i soli, ad avere i nomi delle vittime o feriti sono i familiari. Finora 16 morti sono stati identificati. LE VITTIME Avevano fra 18 e 38 anni: 11 uomini e otto donne, di cui 11 erano tedeschi, due spagnoli, gli altri venivano da Olanda, Australia, Italia (Giulia), Cina e Bosnia. La procura indaga per omicidio colposo. I giovani sono morti schiacciati, calpestati, asfissiati nella calca terribile creatasi attorno alle 17:00 in un tunnel lungo 200 metri e largo 20 che avrebbe dovuto portarli sulla grande spianata all’aperto per il concerto finale. Il sottopasso si è trasformato in una trappola mortale, un imbuto che ha stritolato la gente. Nella ressa asfissiante, molti giovani hanno cercato una scorciatoia all’aperto arrampicandosi su una scala di sicurezza e alcune impalcature. Sotto il peso, le strutture sono crollate schiacciando la gente sotto e creando panico generale. Sopra, per evitare il peggio, le autorità decidevano di non dare l’allarme per far defluire alla meno peggio la folla. Sotto la tragedia, sopra il frastuono assordante della techno: anche questo è uno dei tanti paradossi di Duisburg. Con i morti, è morta anche la Love Parade: l’organizzatore Rainer Schaller ha infatti annunciato oggi il suo «Aus», la sua fine definitiva. Avrebbe dovuto essere quest’anno il fiore all’occhiello della città, per le celebrazioni di «Duisburg capitale della cultura 2010». La Love Parade era nata nel 1989 a Berlino, poco prima della caduta del Muro, su iniziativa del Dj Matthias Roeingh, alias Dr. Motte. La prossima era prevista a Gelsenkirchen (Nord Reno Vestfalia) ma non ci sarà mai. Per il Dr. Motte, che ha mosso dure critiche agli organizzatori, giusto mettere fine alla parata, che denunciava comunque logoramento. Sul concetto di sicurezza, completamente fallito, si stanno scatenando polemiche e accuse. Molti sulla rete avevano prima della parata attaccato l’idea del tunnel e previsto la tragedia. Sconcerto e cordoglio in Germania, e tanti interrogativi: come è stato possibile?, è la domanda più ricorrente. Fra i primi ad esprimere dolore ai familiari delle vittime ieri sera, la cancelliera Angela Merkel e il neopresidente Christian Wulff, che hanno sollecitato anche che sia fatta luce al più presto. «Quei giovani erano andati a festeggiare e invece ci sono morti e feriti», ha detto la Merkel. Anche Papa Benedetto XVI ha espresso «profondo dolore» per i giovani morti e i familiari. La Merkel si è di nuovo pronunciata oggi da Bayreuth, dove assiste stasera alla prima di Lohengrin che apre il Festival wagneriano. Ha promesso l’aiuto del governo e sollecitato chiarezza dalle indagini. Cordoglio anche dal presidente Ue Josè Manuel Barroso. Sul posto si è recata oggi la nuova governatrice del Land, il più popoloso della Germania, quello della Ruhr, di Colonia, Bonn e Duesseldorf, Hannelore Kraft (Spd). Per tutto il giorno le tv tedesche hanno mostrato immagini drammatiche della disperazione, incredulità e rabbia della gente. Molti gli interrogativi e i dubbi ma anche le critiche e le accuse a organizzatori, città e auotrità. Fino a stasera ancora non era chiaro il numero dei partecipanti: 1,4 milioni di ‘ravers’ (come si chiamano i fan della techno) o 200.000 come dicono le autorità. L’area del party all’aperto, una vecchia stazione merci della città della Ruhr, era per 300.000 e al momento della tragedia non era del tutto piena, ha sottolineato il capo dell’unità di crisi, Wolfgang Raabe. La ricerca dei feriti negli ospedali e della loro identità prosegue. TESTIMONI. “PAZZESCO” Molti alla Vecchia stazione di Duisburg dove si è svolgeva la Love Parade sono scioccati: «Ho visto i morti. Altri erano ancora vivi ma incoscienti», racconta uno tra i migliaia di partecipanti. «Sono arrivato al tunnel verso le 17. C’erano troppe barriere, i passaggi erano troppo stretti per essere superati agevolmente», ricorda Alexis, 28 anni, di Wuppertal. «Delle ragazze sono svenute per il troppo caldo. Era pazzesco. La polizia stava su delle scale e cercava di tirare fuori la gente. Alcuni hanno provato a distruggere le barriere. È stato terribile, il caos», ha aggiunto Alexis, che insieme ad altri nove amici ha poi rinunciato a seguire l’evento. «Ho fatto un corso di pronto soccorso, ho cercato di aiutare un po’. La gente era disidratata, alcuni continuavano a bere alcol e assumere droghe», racconta invece Anneke, 18 anni, una neozelandese: «Poi sono andata a ballare, aveva bisogno di rilassarmi. Ma ho perso i contatti con i miei due amici, che avevano i miei soldi ed il mio telefono». Il fatto che la gente abbia continuato a ballare ha scatenato proteste e talvolta rabbia: «È pazzesco, la festa è proseguita!», dice indignato Lubbert, 31 anni, di Hannover. «Tutti hanno continuato a ballare, anche quelli che avevano perso un amico», continua il giovane, arrabbiato perché gli organizzatori alla fine dai microfoni hanno ringraziato il pubblico «per la splendida giornata». «L’organizzazione era carente. Non c’era molto da bere se non alcol. E anche se il parco era pieno, hanno continuato a far arrivare gente», denuncia Patrick, 22 anni.