18 giugno 2011
L’eleganza della sconfitta
E’ sempre interessante analizzare gli esiti delle elezioni, siano esse locali o nazionali. Ma, dal mio punto di vista, è ancora più interessante analizzare i personaggi che riempiono le cronache durante il rush finale.
Mi è spesso parso, infatti, che l’umanità più autentica di ciascuno venga fuori non tanto tra i fasti della gioia, quanto nel lutto della sconfitta.
Ne ho sentite di cotte e di crude, ieri. Ma due esempi, tra tutti, mi sembrano significativi.
Mr B., travolto dalla carica rossa, dice di voler rimanere saldamente al proprio posto, dimenticando che la legittimità di qualunque potere si basa sul consenso popolare. Lo stesso che lo ha portato dov’è adesso e che lo ha mantenuto in politicamente “vita” così a lungo. “I Milanesi adesso preghino, i napoletani si pentiranno tutti”. Lo charme e l’appeal del grande conquistatore si sbriciola di fronte alla realtà e si abbandona a sfoghi da feuilleton.
La sorte non ha arriso, su un piano più vicino a noi, neanche a Corrado Valvo, sindaco uscente di Noto, che con grande sorpresa non raggiunge il ballottaggio, in una disfatta che lascia il posto di cointendenti a Corrado Bonfanti e Raffaele Leone. Non appena i numeri mostrano la via, Corrado Valvo incontra i giornalisti e con la sua consueta eleganza, che non lo abbandona neppure in questo momento, consegna idealmente le chiavi della città ai due candidati sindaco, ammettendo le proprie responsabilità:”Probabilmente qualcosa non ha funzionato, prendo atto della grande voglia di cambiamento della città. Sicuramente non sono riuscito a ben comunicare il mio operato e la mia visione di Noto. Spero solo che adesso Corrado o Raffaele governino efficacemente questa città, che lo merita, senza snaturarne la vocazione con scelte forti a livello ambientale”.
Ci sarebbe tanto da aggiungere. Che ciascun politico deve essere persona, prima che personaggio. O forse basta semplicemente dire che la classe, ancora una volta, non è acqua.