I DUE INCENDIARI, GIÀ PLURIPREGIUDICATI, SONO STATI INDIVIDUATI GRAZIE AD UN’OPERAZIONE CONGIUNTA DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO E DELL’ARMA DEI CARABINIERI
Ancona 30 luglio 2010 – Due incendiari, entrambi quarantacinquenni residenti ad Ancona, sono stati arrestati per aver appiccato un incendio in una zona a ridosso dei confini del Parco Regionale del Conero, nel corso di un’operazione congiunta condotta dal Corpo forestale dello Stato e dall’Arma dei Carabinieri.
Gli uomini del Comando Stazione Forestale di Ancona, che già da tempo indagavano su episodi di incendi ricorrenti nella zona e sui possibili responsabili, a seguito di una segnalazione pervenuta alla Sala Operativa Unificata di Ancona, si sono recati nei giorni scorsi in località via del Castellano, nel comune di Ancona, dove erano state date alle fiamme alcune sterpaglie ai margini della strada non lontano da abitazioni civili. Sul posto era stato già fermato un uomo segnalato da alcuni cittadini come autore del reato, ma dalle testimonianze, dalle pregresse indagini e dalle informazioni raccolte, è emerso che era presente un secondo uomo su cui la Forestale stava già indagando da diverso tempo in quanto sospettato di essere un incendiario. Si è proceduto poi alla perquisizione presso la sua abitazione, mirata ad individuare eventuali tracce di inneschi, e sono stati trovati dai Forestali e dai Carabinieri quattro accendini e una maglietta identica a quella indossata dall’individuo avvistato dai cittadini nelle immediate vicinanze dei focolai. Dopo l’acquisizione di tali prove nonché il riconoscimento da parte dei testimoni, è scattato l’arresto di entrambi i quarantacinquenni anconetani, peraltro già pluripregiudicati, e si è ora in attesa della convalida dell’arresto da parte del Giudice per le Indagini Preliminari.
L’individuazione dei responsabili è il frutto di una capillare attività svolta dal personale della Forestale specializzato nel rinvenimento e nella repertazione di eventuali indizi e tracce riguardanti gli incendi. Le indagini avevano portato a scoprire almeno nove punti di principio di incendio, escludendo con certezza che i roghi potessero avere origine naturale o colposa. Al momento il personale del Corpo forestale dello Stato sta effettuando rilievi tecnici al fine di valutare, oltre ai reati già ipotizzati, se possa essere ascrivibile agli incendiari anche la colpa di quegli incendi non boschivi che abbiano la potenzialità di espandersi su aree boscate limitrofe, prevedendo la pena della reclusione da 4 a 10 anni nel caso di dolo o da 1 a 5 anni in caso di colpa.
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