Delitto di Garlasco: il mistero nella memoria di un computer

Il processo penale che ha avuto quale sfortunato protagonista il giovane Alberto Stasi, e la sua assoluzione per mancanza di prove e del movente, nella tragica vicenda della morte violenta di Chiara Poggi, ha catalizzato l’attenzione dei media e di tutti coloro che sono interessati a temi giudiziari, anche non tecnici, per tanti motivi.
Mai come in un caso di questo tipo, innanzitutto, si univano mistero, difficoltà di indagine, sesso, informatica, tracce di DNA ed ematiche idonee a rendere la vita complicata agli investigatori e, soprattutto, strategie difensive e tecniche assai elaborate.
Vi sono poi state, vedremo, delle modalità di gestione delle investigazioni, soprattutto digitali, che hanno sollevato non pochi dubbi nella mente del giudice che ha dovuto decidere il caso. La recente motivazione della sentenza che ha assolto Alberto Stasi ripercorre, in quasi 160 pagine, tutta la vicenda così come è stata interpretata dal giudice dell’udienza preliminare.
Gli aspetti interessanti sono moltissimi: dalle strategie investigative in un caso di omicidio alle tecniche di analisi del patterns ematici, dalle operazioni peritali alla ricerca (quasi disperata) di prove inconfutabili sino alla difficoltà di trovare un filo logico in un quadro probatorio che si è ben presto dimostrato molto complesso. Ne consiglio, pertanto, la lettura integrale, non solo perché è stato uno dei processi più importanti in Italia degli ultimi anni ma anche per le numerose nozioni tecniche e giuridiche contenute in quelle pagine. Che l’aspetto tecnologico fosse di primaria importanza, gli addetti ai lavori se ne sono accorti subito. Il giudice ordinò immediatamente, infatti, accanto al tipico sopralluogo sui luoghi dove si è consumato il delitto e l’audizione di testimoni – che sono, come è noto, le prime due procedure standard nei casi di omicidio – lo svolgimento di ben quattro accertamenti/valutazioni peritali. La prima una perizia tecnico/informatica, la seconda una medico/legale, la terza una chimico/sperimentale e la quarta definita come “semi-virtuale”.

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