17 aprile 2010
CICALA E LA MOGLIE LIBERATI IN MALI. STANNO BENE E ORA SONO IN UN LUOGO SICURO
Sergio Cicala e la moglie Philomene Kabouré, dopo quattro mesi di prigionia nelle mani di un gruppo legato ad al-Qaeda, sono stati liberati ieri in Mali. Il governatorato di Gao, nel nord del Mali, ha commentato così la liberazione: «Stanno bene, sono stati recuperati da una pattuglia dell’esercito e ora sono in una zona di sicurezza».
Conferma in serata anche dal ministro degli Esteri Franco Frattini: «I coniugi Cicala sono nelle mani delle autorità maliane, ufficiali dell’intelligence e della polizia che li stanno accompagnando in un luogo sicuro».
Cicala e la moglie erano stati rapiti il 17 dicembre nel sudest della Mauritania, nei pressi della frontiera con il Mali, mentre andavano con un fuoristrada in Burkina Faso, paese natale della donna. Undici giorni dopo il rapimento, il 28 dicembre, l’Aqmi (al-Qaida per il Maghreb islamico) aveva rivendicato la responsabilità del sequestro attraverso un messaggio audio. Il 28 febbraio viene diffuso un nuovo video di Cicala dove l’ostaggio si rivolge al premier Berlusconi chiedendo aiuto. Il 10 marzo si era diffusa la notizia, poi rivelatasi infondata, del rilascio di Philomene Kabouré. Quando il primo marzo era scaduto l’ultimatum cominciano a circolare voci, mai confermate, di una proroga al 25 marzo. Il 23 marzo il ministro degli Esteri mauritano annuncia l’arresto di «tutti i rapitori». Dei coniugi Cicala non si sapeva ancora nulla. Adesso, finalmente, tutto è finito.
R.Bon.