Avola: Raid vandalico al cimitero la polizia arresta due giovani

Avola: Nel 2007 fu arrestato per aver profanato, insieme ad alcuni suoi coetanei, il cimitero. Era ancora minorenne. A distanza di quattro anni ci riprova. E lo fa, nella notte tra lunedì e martedì, in compagnia di un sorvegliato speciale che ha bisogno di qualche spicciolo.
Danneggiano quindi tombe, cappelle e persino i chioschi dei fiorai che esercitano in zona. Poi vanno a dormire, ognuno nelle proprie abitazioni. Gli autori di questa macabra storia sono il ventunenne Daniele Marziano e il ventinovenne Agostino Casto. A smascherarli gli investigatori del commissariato locale. Gli stessi che li hanno arrestati con l’accusa di furto aggravato, violazione di sepolcro e danneggiamento in concorso. Nei confronti di Casto pende inoltre l’accusa di violazione degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale.
Gli investigatori sono riusciti a ricostruire, con esattezza, l’esatta dinamica dei fatti. Marziano e Casto si sarebbero incontrati, per puro caso, in piazza Francesco Crispi. A poche centinaia di metri dal cimitero, quindi. Alticcio il più giovane e in cerca di qualcosa da rubare il più adulto, sarebbero entrambi riusciti a raggiungere il luogo sacro per poi scavalcare la recinzione esterna e introdursi nella parte monumentale del cimitero. Avrebbero poi frantumato i vetri delle porte di circa 4 cappelle e danneggiato e rubato qualche arredo funerario in altrettante tombe esterne. Si sarebbero inoltre introdotti nella camera mortuaria, disseminando sul pavimento tutti i fiori per poi uscire dal cimitero e ridurre in frantumi anche i vetri delle finestre dei chioschi esterni adibiti alla vendita di fiori. Poi sarebbero tornati a casa per dormirci su.
Ma avrebbero tralasciato qualche particolare i due banditi notturni. Sul posto gli investigatori hanno infatti trovato le impronte delle scarpe di Marziano e le tracce di sangue di Casto, perso a seguito di qualche ferita procuratasi probabilmente mentre scavalcava la recinzione. Dopo averli raggiunti nelle proprie abitazioni e aver fatto confessare loro la responsabilità delle proprie azioni, i due giovani sono stati rinchiusi a Cavadonna.
la sicilia Emanuela Tralongo

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