14 dicembre 2010
Avola Di notte vandali in azione contro la «Bambinopoli»
Avola Circa 800 euro di danni e tanta amarezza. Sono queste le principali conseguenze dell’incursione perpetrata dai vandali, nella notte tra domenica e lunedì, ai danni di «Bambinopoli», il parco giochi di viale Piersanti Mattarella dedicato alla memoria di Falcone e Borsellino.
A fare l’amara scoperta sono stati, ieri mattina, i dipendenti dell’ufficio di Tutela ambientale, ai quali spetta la manutenzione di quest’area verde. Sabato mattina erano state acquistate le decorazioni luminose per adornare l’abete di circa otto metri interrato, lo scorso anno, in occasione delle festività natalizie.
Nel pomeriggio sono state sistemate le luminarie e domenica notte sono state già distrutte. Ma questo non è il solo danneggiamento apportato all’area ludica. I vandali, probabilmente muniti dell’attrezzatura necessaria a recidere i rami degli alberi, hanno smantellato un alberello di pesco.
Non è comunque da escludere che i vandali, per tranciare i ramoscelli, abbiano utilizzato i paletti di legno che delimitano il tracciato per la corsa campestre. Circa sei di questi sono stati infatti estirpati, spezzati e buttati via, insieme alla corda utilizzata per realizzare lo steccato.
Non è la prima volta che il parco giochi viene preso di mira dai vandali: nella fase iniziale della sua realizzazione i teppisti vi si sono introdotti parecchie volte per danneggiarne l’impianto idrico. L’ennesimo raid vandalico ha riacceso, inevitabilmente, i riflettori sulla mancata sicurezza che contraddistingue le arterie periferiche della città, soprattutto durante le ore notturne. I malviventi hanno avuto modo, infatti, di agire indisturbati danneggiando, per l’ennesima volta, un’area pubblica frequentata da migliaia di genitori e bambini.
Eppure, dinanzi all’ingresso del parco giochi, fa bella mostra un cartello in cui si precisa che si tratta di un’area sottoposta a videosorveglianza. La veridicità di questa precisazione è stata in parecchie occasioni messa in discussione dagli stessi cittadini, che sono più propensi a considerare l’idea che l’amministrazione si sia limitata ad installare, in questa come in tante altre aree pubbliche, non le telecamere, ma i soli cartelli.
lasicilia Emanuela Tralongo