29 gennaio 2011
Avola Alla scoperta dell’identità perduta
Avola Alla scoperta dell’identità perduta. E’ con questo spirito che la storica d’arte, Francesca Gringeri, invita ogni cittadino, ogni cultore, a fornire materiale e dettagli sulla vita dell’architetto e ingegnere di origine avolese, Salvatore Rizza.
Nato nel 1830, fu ingegnere capo del Comune di Avola e della Provincia di Siracusa. Visse in via Ruggero VII e non ebbe figli. Progettò tante strutture importanti che costituiscono, tutt’oggi, il patrimonio architettonico della città: il Municipio, il Teatro comunale, la scuola tecnica Bianca, le scuole maschili e femminili (nelle quali, ora, ha sede la Chiesa di San Sebastiano) e infine l’ex Mercato. Quest’ultimo fu ultimato proprio nell’anno in cui Salvatore Rizza morì, nel 1895. Questo è tutto ciò che Francesca Gringeri è riuscita a scoprire dell’ingegnere, «la cui operosità – afferma – ha coinciso con la ripresa dell’attività edilizia nella città dell’Esagono, che aveva invece subìto un calo durante il Settecento».
Di lui non si sa nient’altro. Non c’è più traccia di questa figura degna di nota, «nessun suo disegno, altri suoi dati, sue foto», puntualizza la storica d’arte. Ed è per tale ragione, per avere un’idea chiara di chi quest’uomo sia stato veramente, quale preciso ruolo abbia avuto in città e altrove, che la Gringeri invita chiunque sia in possesso di notizie su Salvatore Rizza a farsi avanti e collaborare.
«E’ la ricerca – conclude – che ci consente di ricostruire fatti storici e la vita dei personaggi che hanno avuto un ruolo importante dal punto di vista storico o culturale».
lasicilia Emanuela Tralongo