12 ottobre 2011
AMBIENTE: ALL’ARS DDL DEL GOVERNO SU RIFORMA AREE PROTETTE
Ambiente , 12 ott. (SICILIAE) – E’ stato inviato alla commissione
Territorio dell’Assemblea regionale siciliana il disegno di legge
n 795, approvato dalla giunta di governo, su “Istituzione,
gestione e valorizzazione delle aree protette”, predisposto
dall’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Gianmaria
Sparma.
“Si tratta – spiega l’assessore – di un riordinamento complessivo
della legislazione ambientale siciliana che e’ datata ormai
trent’anni fa. Infatti l’attuale disciplina delle aree protette
e’ ancora incentrata principalmente sulla legge regionale n. 98
del 1981, che ha garantito una efficace conservazione del
patrimonio naturale regionale, ma che richiede ormai un
ammodernamento dettato da esigenze piu’ attuali e da successive
disposizioni nazionali e comunitarie. Questo provvedimento,
avviato dai miei predecessori nella giunta Lombardo e concertato
con le associazioni ambientaliste e gli enti gestori delle riserve
- conclude Sparma – prevede anche una semplificazione burocratica
e forti tagli alle spese del settore, in linea con la politica di
contenimento dei costi del Governo regionale”.
La modifica della normativa vigente si rende necessaria per
recepire importanti disposizioni della legge quadro nazionale
394/1991, per rafforzare i risultati sinora conseguiti e rendere
ancora piu’ efficaci ed efficienti le gestioni. Inoltre, per
offrire ulteriori strumenti operativi agli enti gestori delle
riserve naturali, per migliorare la fruizione di parchi e riserve
e per perfezionare il sistema delle aree protette in modo da
favorire, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio, il rilancio
culturale, sociale ed economico delle comunita’ locali, oltre che
per concentrare le principali disposizioni in materia di aree
protette. Il disegno di legge, sul versante
della riduzione delle spese, prevede l’abolizione della figura di
vice-presidente, che attualmente svolge mere funzioni cerimoniali,
ma con un onere finanziario non indifferente a carico dei parchi;
viene abolito il Cts (Comitato tecnico scientifico), le cui
funzioni vengono assorbite dagli uffici tecnici del parco e, per
le materie di rilevanza regionale e o nazionale, vengono
trasferite al Crpn (Comitato regionale per la protezione del
patrimonio naturale); si riducono a tre complessivamente gli
organi del Parco, e cioe’ il presidente, il Consiglio direttivo -
che avra’ funzioni di amministrazione ed indirizzo strategico – e
la Comunita’ del parco che avra’ un compito essenzialmente
consultivo e senza nessun onere a carico dei parchi.
Sono introdotte inoltre la possibilita’, per gli enti gestori
delle riserve naturali, di svolgere attivita’ di tipo economico
direttamente o attraverso privati, con la corresponsione di un
canone, e la possibilita’ di gestire i beni demaniali e
patrimoniali rientranti nel proprio territorio e godere dei
redditi dagli stessi prodotti; la possibilita’ di prevedere un
biglietto di ingresso nelle riserve o in porzioni di parco e la
possibilita’ di accedere con priorita’ ai finanziamenti
comunitari, prerogative che diminuiranno progressivamente la
dipendenza degli enti gestori dal finanziamento regionale.