5 novembre 2011
Alluvione a Pachino. Chiederemo lo stato di calamità
Pachino: Quarantotto ore dopo le eccezionali precipitazioni atmosferiche che hanno messo in ginocchio la città e le campagne del Pachinese, il vicesindaco Raffaele Controsceri ieri ha fatto un sopralluogo e tracciato un bilancio, ancora provvisorio, dei danni e del funzionamento della macchina dei soccorsi. Sotto stretta osservazione contrada Granelli, ancora sott’acqua, dove sono in corso le operazioni dei vigili del fuoco che con le idrovore, stanno pompando la melma dalle case. Ispezionati, assieme ai tecnici della Protezione civile, i ponti e le foci dei pantani, principali responsabili delle inondazioni verificatesi.
«Le maggiori criticità – ha affermato Controsceri – le abbiamo avute in contrada Pozzilli, lungo la Cozzo Flua-Scivolaneve, in contrada Granelli, nella frazione di Marzamemi e nelle campagne di Morghella. In alcune di queste zone si lavora ancora per ripristinare la normalità, mentre in altre, con l’apertura delle foci, il problema è stato risolto. Non ci aspettavamo una emergenza così grave»
L’Ufficio tecnico comunale e quello della Protezione civile stanno ancora lavorando per fare una stima dei danni. «Nelle prossime ore – ha affermato Raffaele Controsceri – saremo in grado di quantificare e comunicare alla prefettura i primi numeri, una stima che sarà accompagnata dalla richiesta di stato di calamità naturale. Colpite soprattutto le aziende private, mentre le infrastrutture pubbliche hanno retto. La provincia ha assicurato il suo intervento per il ripristino delle strade danneggiate».
Da parte sua, l’Ispettorato agrario ha già inviato sul posto propri tecnici che stanno facendo un giro tra le aziende per monitorare e censire i danni. Il responsabile della Uil-Uila Franco Bartolo ha chiesto interventi rapidissimi e urgenti. «L’agricoltura è in ginocchio – ha affermato Bartolo -: nelle serre la produzione era quasi pronta per la raccolta e oggi non esiste più nulla. Sono necessari aiuti immediati perché, per tornare alla produzione, ci vorrà tempo e soprattutto denaro».
Salvatore Marziano.LASICILIA