27 marzo 2010
Alla Marketing Conference di Parigi si parla di Broadcasting 3.0
“Sono vestito in modo fantasioso oggi, vedete, questa è una cravatta”. Una platea di tshirt, jeans e maglioncini esplode in una fragorosa risata. Siamo a Parigi per la due giorni della Marketing Conference 2.0. L’uomo in giacca e cravatta è Chris Dobson, l’executive vice president della BBC Advertising. La platea casual è costituita da consultant, markettari ed esperti di comunicazione e new media che, con un volo per Parigi, hanno raggiunto la capitale europea, per due giorni trasformata nella Mecca del web 2.0. Broadcaster 3.0 e social tv. Nel suo intervento, Chris Dobson traccia le coordinate per rappresentare l’evoluzione del broadcasting, che dall’algebra “contenuti + piattaforma + audience + advertiser”, realizza un nuovo modello, il 3.0 appunto. Con l’aggiunta di interattività e social media.
“Stiamo attraversando una rivoluzione. Molti credono che si tratti dell’introduzione di nuove piattaforme, ma in realtà queste sono niente senza contenuti, e con i social network sono i consumatori che contribuisono a generare contenuti” questa è la premessa base, per Dobson, che aggiunge “per avere un futuro nel broadcasting, bisogna produrre buoni contenuti, e spalmarli sulle diverse piattaforme tecnologiche”.
I social media, perché sono così importanti? “L’audience è cambiata negli ultimi due anni. Noi continuiamo a parlarle, ma ora gli utenti parlano anche fra di loro” dice Dobson “e le ricerche dimostrano che Facebook non è più un fenomeno teen. Il 32,1% degli utilizzatori di questo social network hanno dai 35 ai 49 anni”. Ed un’altra evidenza che spicca dalle ricerche è che “gli utenti non guardano più i canali, guardano gli show!” sulle nuove piattaforme tecnologiche, of course!